Non mi unisco al coro di solidarietà per Mattarella
Per la seconda volta nel giro di pochi mesi hanno espresso solidarietà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Per la seconda volta nel giro di pochi mesi (è accaduta una situazione simile anche il 15 febbraio scorso) tutti i partiti italiani, dal PD a FdI passando per FI e M5S, hanno espresso solidarietà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Io, pur rispettando la sua persona e ovviamente il ruolo che ricopre, non mi sento di esprimere la stessa solidarietà che esprimono i partiti politici.
La ragione è semplice: Mattarella ha sbagliato. Punto! Cosa è accaduto?
Sergio Mattarella è stato inserito (insieme al ministro della Difesa Crosetto e al ministro degli Esteri Tajani) in una lista pubblicata sul sito del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa tra i russofobici.
Cos'è la russofobia? È il sentimento anti-russo, si tratta di antipatia o addirittura odio nei confronti della Russia. Adesso vi chiedo: esiste oggi la russofobia in Italia? Per me sì. Mattarella ha mai fatto qualcosa per arginare tale ignobile atteggiamento? Onestamente no.
Pensate: gli atleti russi ancora non possono gareggiare sotto la loro bandiera nella stragrande maggioranza delle competizioni sportive. È o non è questa assurda russofobia? Per me lo è. Ed è anche un osceno doppio standard se si considera che gli atleti israeliani (anche coloro che prestano servizio nell'IDF, l’esercito di Tel Aviv, la peggiore organizzazione terroristica al mondo, anche quelli che hanno partecipato al genocidio a Gaza) possono eccome gareggiare sotto la loro bandiera. Pensate che porcheria.
Altra cosa. Proibire manifestazioni culturali su poeti e scrittori russi o annullare concerti diretti da maestri russi è o non è russofobia? Per me sì.
Adesso tutti i politici si schierano dalla parte di Mattarella. Parlano di “inaccettabili provocazioni” (Meloni). Parlano di “vili intimidazioni” a danno di Mattarella (Conte). Parlano di “attacco inqualificabile” (Schlein). Ebbene, io non sono d'accordo. Non penso che aver inserito Mattarella nella lista dei russofobici sia una vile intimidazione o una inaccettabile provocazione. La si può giudicare una scelta sbagliata, ovviamente. Ma per farlo occorre sempre capire quel che è successo e mettersi nei panni dell’altro, in tal caso nei panni dei russi. Occorre conoscere la loro storia, i loro sacrifici, il sangue versato durante la Seconda Guerra Mondiale o Grande Guerra Patriottica come la chiamano in Russia. Voi vi domanderete: “Che c’entra la Seconda Guerra Mondiale con la lista dei russofobici dove è entrato Mattarella?”
Ve lo spiego. I contrasti tra il Ministero degli Esteri russo e la Presidenza della Repubblica italiana nascono dalle parole che Mattarella ha pronunciato lo scorso 6 febbraio intervenendo all’Università di Marsiglia. In quell’occasione il Capo dello Stato paragonò la Russia al Terzo Reich, ovvero alla Germania nazista, il Paese che ha invaso l’URSS e che ha provocato la morte di 27 milioni di cittadini sovietici (per lo più russi). Un paragone del genere è inaccettabile per i russi. Lo è per la loro storia, lo è per la loro memoria, lo è perché l’invasione russa dell’Ucraina (per quanto condannabile) non c’entra nulla con l’invasione nazista dell’Unione Sovietica. Le parole di Mattarella sono state gravissime a mio avviso. Gravi, provocatorie e profondamente sbagliate. Lo possiamo dire senza essere accusati di vilipendio, sì o no?
Riporto quel che pubblicò quel giorno l’ANSA sulle parole di Mattarella. Nel titolo dell’articolo (questo è il link: ANSA) si legge: “Russia ricorda modi Terzo Reich”. Dunque anche per l’ANSA Mattarella ha paragonato la Russia al Terzo Reich.
Nell’articolo vengono poi riportate le parole esatte del Presidente della Repubblica: “Negli anni ’30, anziché la cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. Fu questo il progetto del Terzo Reich e l’aggressione russa all’Ucraina è di questa natura.”
Ripeto, parole sbagliatissime. Alcuni giorni dopo Marija Zacharova, Direttrice del Dipartimento d’Informazione e Stampa del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, ha definito – per me giustamente – le parole di Mattarella “invenzioni blasfeme”. Credetemi, tutti i russi hanno considerato le parole di Mattarella “invenzioni blasfeme”, tutti, anche coloro (ce ne sono, anche se sono molto meno di quel che si dice in Occidente) che odiano Putin.
Mattarella è riuscito con le sue parole a ricompattare l’opinione pubblica russa intorno a Putin. Dunque è stato anche un errore “strategico” dire quel che ha detto.
Ad ogni modo già allora, i partiti hanno espresso solidarietà a Mattarella (io non l’ho fatto). E la stessa cosa stanno facendo oggi.
Tajani, che non ha mai convocato l’ambasciatore israeliano per esprimere disappunto sui massacri sionisti (l’ha convocato solo per chiedere informazioni sugli episodi di Jenin, ovvero gli spari da parte dei soldati israeliani durante la visita dei diplomatici dell’Unione Europea al campo profughi della cittadina nel nord della Cisgiordania), ha convocato oggi l’ambasciatore russo per stigmatizzare la scelta di inserire Mattarella e i due ministri (tra cui lui stesso) nella lista dei russofobici.
Io credo che Mattarella avrebbe dovuto scusarsi per le parole pronunciate. E so che sostenere tale tesi mi inserisce immediatamente nella lista dei putiniani d’Italia, a proposito di liste di proscrizione fatte dalla politica e dai media italiani per ostacolare il dissenso.
Infine ricordo che Tajani e Crosetto dissero tre anni fa che c’era Mosca dietro al boom degli sbarchi in Italia. Accusarono (senza alcuna prova) la Russia dell’aumento dell’immigrazione in Italia. Quella era o non era russofobia? Si sono mai scusati per quelle balle?
Ecco, la storia va raccontata tutta, le informazioni vanno date tutte, altrimenti si rischia di esprimere solidarietà a casaccio per ragioni istituzionali, ragioni che a volte si scontrano con la realtà.




Concordo. Mattarella sta sbagliando profondamente in quest’ultima parte di mandato presidenziale.
Proprio ora che per età e popolarità - vedi il grande Pertini - poteva levarsi tanti sassolini dalle scarpe. Ma che vogliamo sperare ? È un democristiano più realista del re. Non uscirà mai dai binari del servilismo atlantico. È connaturato alla sue radici. Sa bene che dietro la strategia della tensione c’erano gli americani ma il suo anticomunismo era ed è più forte. Salvo non rendersi conto che la Russia non è più comunista. Qualcuno dovrebbe spiegarglielo. Ad una certa età la memoria si altera e si confondono periodi , storie , amici e nemici.
Condivido e rilancio su Francesca Albanese a cui il silenzio della premier è al pari di quello del p. r. Sono una vergogna internazionale, tranne per i bifolchi che applaudono ad israele